| Pubblicato su: | Il Regno, anno I, fasc. 28, pp. 1 | ||
| Data: | 5 giugno 1904 |

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Non solo i buoni frati fuggiaschi danno noie al giacobino governo di Francia, ma anche coloro che sembravano or son pochi anni i figli prediletti, gli enfants gatés della nazione: i soldati. Provengono le noie da ragioni diverse ma egualmente incresciose. Intimoriscono i religiosi perchè sanno intimorire, i soldati perchè non fanno nulla. L'esercito, nella Francia d'oggi, è pressochè un organo inutile, un arnese costoso, da gittar via.
A cosa può e deve servire un esercito? A due cose: a far la guerra fuori, a mantener l'ordine dentro. In Francia, ora, non può fare nè l'una nè l'altra cosa.
Son passati gli anni febbrili della revanche, son passati i tempi ìn cui si gridava vive l'arnzée al passaggio della più piccola compagnia, son passati i tempi in cui un innocuo generale come Boulanger poteva pensare, senza troppa presunzione, a farsi imperatore di Francia..
Oggi sono al governo i pacifisti, gli amici delle amicizie e gli alleati delle alleanze. Una guerra è impossibile in Francia: Il socialismo non la vuole e non si farà. L'esercito francese non ripasserà più il Reno. Tutt'al più cercherà di salvare Parigi se un discendente di Moltke si affaccerà verso Nancy.
E com'è inutile per l'esterno, così è per l'interno. Ci sono in Francia scioperi sanguinosi e jacqueries di predoni e d'incendiari. Ma i governanti sono nelle mani dei demagoghi, e i demagoghi non vogliono che il popolo sia represso nei suoi momenti bestiali. I soldati tutt'al più si appiattano nei cortili, nelle caserme e giungono quando tutto è fatto, quando í meneurs son fuggiti e il terrore domina il paese.
Che cosa dunque può fare il generale André di questo inutile e scioperato esercito francese? A qual basso o proficuo ufficio possiamo farlo servire, attendendo il giorno d'oro del disarmo universale?
La réclame, è venuta in aiuto al ministro: essa, che tutto adopra, ha visto che anche i soldati possono servire ad aumentare l'entrate. E un giornale, il Matin, per far del chiasso, ha pensato a una marcia militare, una specie di corsa di resistenza, che il ministro ha pienamente approvata. E i poveri soldati convertiti in fantocci da réclame, hanno marciato ed hanno corso sotto il sole di maggio, e così bene che vi sono ora dei morti nei cimiteri, dei malati negli ospedali, dei fuggiaschi per le vie polverose. La marcia era cominciata quasi comicamente, tra l'ala del popolo cencioso e curioso, ed è finita tragicamente fra le tombe e la Croce Rossa.
Ma intanto la Francia ha trovato da utilizzare il suo esercito. E poiché non sa nè vuol farne altro, continuerà. Quando i necrofori avranno finito la loro opera e le lacrime delle madri e dei giornali d'opposizione saranno asciugate, noi vedremo un reggimento scritturato all'Opera come coro, e al Moulin Rouge come corpo di ballo.
Perduto il senso del soldato come strumento terribile di pace e di guerra, cosa potremo farne se non un ninnolo, un giocattolo, un saltimbanco
Fino al giorno, almeno, in cui si vedrà che il ninnolo è caro e che bisogna o. gittarlo risolutamente o servirsene più virilmente.
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